Contro la “superintramoenia”: informazione e mobilitazione

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Dall’allarme lanciato da Medicina Democratica Modifica articolo ‹ Medicina Democratica — WordPress alla netta presa di posizione della CGIL regionale Sanità, denuncia Cgil: Regione Lombardia contro il pubblico il tema della “superintramoenia” introdotto dalla Giunta Fontana-Bertolaso comincia a tenere banco e ad allarmare.

Va chiarito che non si tratta semplicemente di una estensione del rimborso delle prestazioni in solvenza per chi ha una mutua, una assicurazione e/o un fondo di sanità integrativa ma una ulteriore “libera professione” dedicata a questi utenti quale “sistema” di cui il pubblico (le ASST lombarde) devono provvedere previa convenzione con i privati “assicuranti” e secondo una linea guida e un “facsimile” di convenzione predisposta dalla regione stessa.

Siamo nella regione che, negli stessi giorni, stanzia 10 milioni di euro per acquistare prestazioni per mettere una pezza sulle liste d’attesa (mentre un vero CUP unico non si vede all’orizzonte, il privato spadroneggia con “tariffe smart” di primo accesso, chi deve controllare non controlla, le agende si aprono e chiudono come fossero fisarmoniche negando alle persone anche solo di essere messe “in lista” … l’attesa è scontata, si cercano infermieri in Uzbekistan…). Una regione che non ha considerato le 90.000 sottoscrizioni depositate in calce alla nostra petizione per il rilancio della sanità pubblica lombarda e nega la possibilità di un referendum su temi centrali della normativa sanitaria regionale.

Oltre ad una pratica che intacca l’universalismo di accesso alle cure che il servizio sanitario regionale deve attuare, questo sistema di “salto della lista” e di ulteriori diseguaglianze tra gli utenti, tutti noi, finirà per inserire le proprietà di fondi, mutue e assicurazioni negli ambiti decisionali delle strutture pubbliche e condizionarle dato il peso economico atteso sui bilanci di questa decisione : l’ultima e definitiva mazzata alla sanità pubblica e alle sue funzioni di attuare il fondamentale diritto alla salute sancito dalla Costituzione.

La Lombardia SiCura intende attivare una serie di iniziative a partire dalla informazione più ampia sulle nefaste conseguenze dell’applicazione di queste decisioni (stiamo preparando un volantino “standard”), incontri con le parti sociali (reti e coordinamenti in difesa della sanità pubblica, comitati locali, gruppi e partiti di centro e di sinistra, presenti e non presenti in consiglio regionale), con i sindacati tutti e con gli operatori e le operatrici sanitarie cui questa proposta viene propinata anzichè garantire retribuzioni adeguate e condizioni di lavoro decenti.

(Scrivici per essere inserito nella mailing list di La Lombardia SiCura e partecipare agli incontri online).

Segnaliamo che stanno emergendo posizioni contrarie che non rappresentano l’interesse collettivo che viene messo in discussione ma interessi di bottega di pochi non pienamente soddisfatti del modo in cui la regione ha aperto porte e finestre alle mutue (scacciate invece con la riforma del 1978 perchè avevano dimostrato di non garantire nè parità di accesso nè coperture per tutti/e). Attenzione ai venditori di fumo per proprio interesse.

Qui le linee guida e la convenzione standard “obbligatoria”.

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